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Il metodo di scuola circolare:

e)Premessa
f)l’analisi delle fasi di studio secondo il concetto di scuola circolare
a.1^ fase accesso al nuovo linguaggio
b.2^ fase acquisizione del nuovo linguaggio
c.3^ fase la memorizzazione
d.4^ fase l’utilizzo del nuovo linguaggio
e.conclusioni
g)La valutazione continua
Il contesto e il campo di osservazione
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a) Premessa

Il metodo “scuola circolare” è applicabile in tutti i processo formativi in cui non vi siano situazioni particolari di DAS o che siano riconducibili alla sfera dei problemi neurologici quali il RM, deficit sensoriali o disturbi di comportamento, o a sindromi psicopatologiche come la depressione o i disturbi emotivi che interferiscono in modo determinante sulle abilità di apprendimento.

b) l’analisi delle fasi di studio secondo il concetto di scuola circolare
Secondo questa teoria lo studio si svolge e si compie in quattro fasi

1^ FASE: Accesso al nuovo linguaggio
Con la prima fase dell’attività di “studio circolare” si avvia il processo di questa metodologia. È detta di accesso al linguaggio ed è necessario spiegare che cosa si intende con questa espressione.

La definizione di accesso al linguaggio si riferisce all’ accesso ad un nuovo linguaggio ma non si tratta di una nuova lingua, per così dire di un nuovo codice di comunicazione verbale, ma dal momento che studiare significa imparare, e imparare significa acquisire nuove esperienze, ciò determina un arricchimento di esperienze che si traduce, sul piano pratico, in nuove parole, o anche nuovi significati, nuovi percorsi logici, nuove esperienze.

Ciò determina per il destinatario del linguaggio nuovo, l’utilizzo di un linguaggio “arricchito” allargato. Talvolta così “nuovo” e ricco, appunto, di parole ed espressioni e significati nuovi da costituire un vero e proprio linguaggio nuovo ( esempio: aspetto giuridico o economico o matematico o scientifico di un particolare tema).

Questa è la fase in cui il docente spiega la sua nuova lezione. Utilizza e propone il linguaggio nuovo. Un codice arricchito fatto di parole ed esperienze nuove. Utilizza anche appropriati strumenti perché il nuovo linguaggio raggiunga efficacemente il destinatario: lo studente e la classe.

Il docente non deve limitarsi semplicemente ad illustrare alla classe o allo studente l’argomento oggetto della lezione ma deve accertarsi che il nuovo linguaggio venga recepito in modo corretto dal destinatario.

Egli deve preoccuparsi di mantenere alto il livello di attenzione della classe, sapendo sospendere e riprendere la lezione secondo l’andamento dei livelli di attenzione della classe stessa.

Questa fase viene definita di “accesso al linguaggio” perché l’oggetto della lezione non è ancora diventato patrimonio del destinatario, il quale vi accede per la prima volta. Esso lo diventerà al termine di tutto il processo.

Questa fase si conclude (benché la sua fine corrisponde all’inizio della seconda fase e così via costituendo di fatto un continuum) quando il processo di esplicazione del nuovo linguaggio, operato dal docente, corrisponde ad una ottimale attività di attenzione da parte del destinatario volta a recepire la lezione.

La possibilità di recepire il linguaggio è influenzata in modo determinante dal livello di attenzione del destinatario. L’attenzione del docente deve quindi indirizzarsi costantemente verso la verifica del livello di attenzione dello studente e della classe.

2^ FASE: Acquisizione del nuovo linguaggio
Lo studente, dopo avere recepito il nuovo linguaggio, arricchendo ed ampliando il proprio vocabolario e/o le proprie esperienze, segue il suo iter di apprendimento attraverso un processo di confronto tra la lezione svolta a scuola e l’attività di studio, inteso ora come quel complesso di attività di lettura e svolgimento di test ed esercizi fatto a casa.

In questo momento ha inizio il processo di acquisizione del nuovo linguaggio indotto da tale attività di confronto. Si confronta il linguaggio, la tesi, l’esperienze, il processo logico proposto dal docente con quello di testi, esercizi e test o sui percorsi logici sui quali lo studente studia a casa.

Il confronto consiste in una sovrapposizione delle esperienze acquisite in classe con quelle desunte dalla lettura dei documenti sui quali si studia. Si tratta di un processo di comparazione logica con cui si determina equità tra i due diversi momenti: scuola – casa.

L’ attività di studio circolare è caratterizzata da quattro fasi in successione in cui quella di confronto funziona da ponte tra la fase di accesso e la fase di memorizzazione. Ma non si tratta di una semplice fase di transizione, invece è una fase fondamentale nel processo di studio.

Si tratta del primo passo verso l’acquisizione definitiva del nuovo linguaggio, dal momento che, in primo luogo, l’esperienza fatta a scuola si trasferisce a casa e, unitamente al confronto, la comparazione, la prova fornita dai test o dalle esercitazioni svolte, si raggiunge un grado di familiarità indispensabile per l’acquisizione definitiva del nuovo linguaggio.

3^ FASE: La memorizzazione
L’attività continua di confronto, lettura e svolgimento dei test o dei percorsi logici produce l’effetto della memorizzazione e tanto meglio vengono svolte le fasi precedenti tanto più facile sarà la fase di memorizzazione.

La nuova esperienza, la lezione studiata, anzi la lezione capita e studiata diventa patrimonio personale dello studente, resa in forma disponibile potenziale. Ora occorre utilizzare la nuova esperienza trasformandola in esperienza disponibile effettiva.

4^ FASE: L’utilizzo del nuovo linguaggio
questa fase la potremo definire come di “catalizzazione” e ciò avviene nel momento in cui lo studente è chiamato ad utilizzare il nuovo linguaggio. Egli lo fa con il docente con cui è iniziata la prima fase dello studio, quella di accesso. Il mezzo per l’utilizzo del nuovo linguaggio è quello della prova, generalmente la prova orale, ma anche il test o la composizione.

Lo studio, quindi, inizia e termina col docente che ha proposto la nuova lezione, la nuova esperienza, colui che ha proposto per primo il nuovo linguaggio.

Da qui nasce una nuova responsabilità e un nuovo ruolo del docente, in merito all’attività di studio dello studente e in merito al significato della interrogazione e della prova dello studente dopo lo studio.

Il docente ha il dovere di interrogare lo studente al termine dello studio svolto da questi e al tempo stesso deve essere capace di creare una situazione favorevole ottimale perché lo studente possa essere interrogato, e l’interrogazione diventa, secondo la logica suesposta, un diritto dello studente in quanto facente parte integrante dell’attività di studio da questi svolta.

C’è da chiedersi ora secondo quali modalità di tempo debba svolgersi una attività così concepita. Sarebbe facile pensare che ciò debba compiersi ogniqualvolta vi sia una nuova lezione, ma è prudente pensare che una attività così organizzata deve svolgersi in modo frequente ma secondo un complesso di prove sistematicamente organizzate.

In questo modo l’attività di studio circolare può svolgersi per un dato periodo di tempo in cui diventa attività circolare e dinamica.

c) La valutazione continua
Organizzando un sistema ordinato di valutazione continua si può osservare un interessante effetto sulle possibilità di rendimento nello studio.

Lo studente sottoposto a valutazione continua, ove il metodo applicato dal docente sia quello della scuola circolare, e dove si possa beneficiare degli effetti positivi di una condizione ambientale favorevole, modifica immediatamente il suo approccio con lo studio e migliora considerevolmente anche il suo approccio con l’interrogazione o la prova in genere.

Ciò è determinato da alcuni fattori. Come abbiamo già detto, il primo è quello di natura ambientale. Condizioni favorevoli di socializzazione favoriscono la qualità dei rapporti e migliorano le condizioni di lavoro e di studio.

La valutazione continua, per il fatto stesso di essere continua, presuppone una quantità di lavoro modesta da svolgere nell’attività di studio da parte dello studente per il fatto che il lavoro globale viene frazionato più volte.

Ogni prova e la relativa valutazione rappresenta un punto in una linea dinamica di valutazione.

In ultimo il moltiplicarsi delle prove con la diminuzione di carico di lavoro per ogni singola prova, il continuo confronto col docente, in condizioni ambientali favorevoli, unitamente alla consapevolezza assunta dal docente del suo nuovo ruolo nella dinamica di attività di studio circolare, determina una diminuzione di “stress emotivo da prova” per lo studente.

Se alla valutazione continua si propone anche un numero adeguato di scrutini si ottiene la possibilità di valutare in modo dinamico anche i risultati di periodo.

Mettendo a confronto i risultati di quattro periodi (ad esempio) si ottiene una valutazione che rispecchia in modo più attendibile il profitto dello studente.

Lo studente sottoposto a valutazione continua può quindi contare su una quantità di prove disponibili per verificare il proprio stato di preparazione. La valutazione può quindi diventare strumento operativo per l’organizzazione dello studio.

 

 

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